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1998-2014
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LAGO MAGGIORE O VERBANO

lago maggiore
Carte Kompass n°90 "Lago Maggiore, Lago di Varese" scala 1:50.000 e IGC n°12 "Laghi Maggiore, d'Orta e di Varese" scala 1:50.000

Quota 195 m.s.l.m., perimetro 166 km., superficie 212 kmq., profondita' 372 m.

Situato sul confine tra Lombardia (provincia di Varese), Piemonte (provincia di verbania e Novara) e la Svizzera (Locarno). Si raggiunge con l'autostrada A26 da Sesto Calende a Gravellona Toce. Le strade statali n°33, 34 e 629 lo costeggiano collegandosi con le strade n°13 e 22 in territorio svizzero. La ferrovia corre lungo la costa est da Sesto Calende fino in Svizzera, lungo la costa ovest da Sesto Calende a Mergozzo.

Fu originato da escavazione glaciale che, con il tempo, ha depositato materiali morenici che hanno sbarrato il corso delle acque dando origine al Verbano. Il lago e' alimentato da parecchi fiumi e torrenti, primo fra tutti il Ticino che entra in territorio svizzero per diventare poi emissario in territorio italiano, il fiume Maggia ancora in Svizzera, il Toce, il Tresa ed alcuni torrenti fra cui il Giona ed il Cannobino. Unico emissario il Ticino intercettato da una diga a Sesto Calende che ne regola il deflusso.

Il lago puo' essere percorso in pochi giorni con campeggio nautico nei numerosi campeggi che ne costellano le rive, oppure a tappe dalla mattina alla sera utilizzando la ferrovia ed i battelli nel tratto di ritorno. Sesto Calende e' un punto di imbarco comodo da raggiungere sia con il treno che con l'automobile.

Dalla Stazione ferroviaria si attraversa la SS 33 per scendere verso l'imbarcadero, sotto il ponte in ferro della ferrovia, con le rive erbose ed i giardini pubblici. Si percorre contro corrente il primo tratto del Ticino con rive erbose alberate, campeggi sulla sinistra, ricoveri di barche sulla destra.

Entrati nel lago, la costa fino ad Arona non presenta punti di rilievo. Arona si presenta con i cantieri nautici, i moli di attracco dei battelli e finalmente il paese vecchio con i portici della piazza de Popolo e parecchi ristoranti proprio sulle rive. Dal paese si raggiunge anche a piedi il san Carlone, colossale statua in rame di S.Carlo Borromeo in cui si puo' salire per una scala a chiocciola fino alla testa (bel panorama). Una sorprendente rupe bianca a strapiombo sul lago conclude l'abitato.

Continua una costa poco interessante con una sequela di ville con giardini e darsene. Belgirate mostra l'elegante lungolago e le vecchie case lungo la strada.

Il rumore proveniente dalla strada e la costa poco interessante porta ad osservare la sponda opposta dove si comincia ad intravvedere il complesso di S.Caterina del Sasso arroccato sul lago. Si raggiunge Stresa con il bel lungolago ed i coloratissimi giardini degli alberghi. Grande e' il flusso dei battelli, privati e di lionea, per le isole Borromee.

L'Isola Bella si presenta da sud con il bel giardino terrazzato all'italiana ricco di essenze mediterranee e piante rare, segue il palazzo Borromeo del 1600 verso nord. Sulla parte ovest il piccolo borgo con il porticciolo.

Posta a meta' strada con l'isola dei Pescatori si trova la Marghera, un piccolo scoglio con spiaggetta di sassi ed alcuni alberi.

L'isola dei Pescatori o isola Superiore e' caratterizzata dall'estensione del paese proprio sulle rive e la bella passeggiata costiera che ne segue il periplo. Il villaggio dei pescatori (da cui prende il nome l'isola) e' mantenuto in buone condizioni, grazie anche all'afflusso turistico, e segna lo skyline dell'isola con le semplici architetture accostate, con piccoli passaggi archivoltati. Anche qui ad ovest si trova il porticciolo con l'attracco dei battelli.

Volendo attraversare il lago verso l'isola Madre si deve prestare attenzione ai numerosi battelli e motoscafi che sfrecciano in piu' direzioni. L'isola si presenta gia' da lontano immersa nel verde, coperta quasi interamente dal giardino botanico e segnata architettonicamente dal solo palazzo Borromeo. E' la piu' grande delle isole Borromee (330x220 metri) ed e' accessibile a sud-ovest da una lunga spiaggia di ghiaia. Piu' a nord affiorano le rocce fino a giungere alla riva est molto rocciosa ed impervia, non priva pero' di angoli tranquilli per eventuali bagni in acque molto trasparenti.

Tornando al periplo del lago da Stresa, si continua verso Baveno con un bel lungolago alberato per avvicinarsi ai canneti della Riserva Naturale di Fondo Toce. Il fondale sabbioso si fa sempre piu' basso tanto da toccare con la pagaia in piu' punti e la temperatura dell'acqua si abbassa notevolmente risentendo dell'apporto fluviale del Toce. La riva e' bassa e punteggiata da frequentatissimi campeggi.

Si prosegue per Pallanza costeggiando ville, spiaggette e rocce fino al lido dove inizia il lungolago del paese. Voltandosi indietro, bella vista sul cono del Monte Orfano che si specchia sul lago di Mergozzo.

Verso la punta Castagnola si trova l'isola di S.Giovanni, proprieta' privata, che si presenta ancora piu' verdeggiante dell'isola Madre. Non ci sono approdi comodi se non a sud-est con una piccola spiaggia con molo sotto l'unica villa. Nel resto della costa la vegetazione e' talmente folta da gettarsi letteralmente in acqua.

La punta della Castagnola e' molto verde con ville e giardini. Ha acquisito un grande valore paesistico da quando, nella meta' dell'800, e' stata trasformata con l'inserimanto di architetture di vari stili integrate nella natura, fra cui villa Taranto con giardini ricchi di essenze esotiche.

Intra e' il principale scalo commerciale del lago, centro con viavai di traghetti ed imbarcazioni private e vi sfociano due grossi affluenti. La costa e' seguita dalla strada che rende il percorso canoistico molto disturbato, oltre che rovinare anche esteticamente la riva con muri in cemento realizzati a supporto della stessa. Alternata a qualche spiaggia e qualche villa, la strada continua ad essere molto fastidiosa. Fa da contraltare l'opposta riva molto verde con la cornice di alte montagne completamente ricoperte di vegetazione.

Primo punto interessante la cascata a Barbe' proprio sotto la trattoria omonima. Si passa sotto la strada per vedere la cascata.

I castelli di Cannero
I castelli di Cannero

Cannero, proprio sul delta del torrente omonimo ha una lunga spiaggia sabbiosa attrezzata, mentre Cannero vecchia, piu' interessante, presenta numerose ville ed eleganti ristrutturazioni. Le ville continuano sulla costa, verso i castelli di Cannero, con bei giardini. I castelli sono edificati su due grossi scogli. Su uno il castello principale, sull'altro una torre di difesa purtroppo in cattive condizioni, molto diroccati. Un terzo scoglio piu' piccolo offre oltre alla vista della due fortificazioni e del lago, un comodo posto dove prendere il sole e riposarsi sdraiati su rocce lisce ed inclinate. Prima delle attuali fortificazioni, sugli isolotti sorgevano i castelli di Malpaga distrutti nel 1414 dai Visconti. Fu poi costruito da Ludovico Borromeo il castello Vitaliana di cui restano le rovine.

Il castello visto dallo scoglio di fronte
Il castello visto dallo scoglio di fronte

Fino a Cannobio e' interessante solo la punta dove il lago svolta, molto rocciosa e verde con alberi sull'acqua, mentre la strada continua a farsi sentire. Da Cannobio, con un bel lungolago pedonale lastricato in pietra, e' possibile recarsi per strada carrozzabile all'orrido di S.Anna la cui prima parte e' raggiungibile in canoa dalla piccola spiaggia ai piedi della chiesa. Dopo il torrente Cannobino ci sono alcuni campeggi oltre i quali la strada torna lungo il lago.

Brissago, in territorio svizzero, grosso centro turistico e sede di manifatture di tabacco, ha conservato un centro storico lungolago con belle ville. Da qui sono in vista le isole omonime. Le isole di Brissago sono rocciose con qualche spiaggia. L'isola grande, di S.Pancrazio, e' un giardino botanico molto ben tenuto con ruderi di una antica chiesetta romanica, l'isolina e' coperta anch'essa di verde ma meno curato.

Da Porto Ronco si osserva una serie di ville con giardini sul lago fino ad Ascona con un brl lungolago alberato con alcune belle ville moderne. Dopo il paese, sul delta del fiume Maggia, una serie di lidi organizzati ed il porto di Ascona, poi cominciano i canneti. Dopo il fiume altri canneti, un campeggio ed il lido di Locarno poco prima del lungolago dove e' in costruzione un nuovo porto. Il lungolago pedonale e ciclabile, alternato a giardini privati e pubblici, collega la citta' con un grosso porto ed una struttura sportiva.

La vista dalla foce del Ticino nel Piano di Magadino
La vista dalla foce del Ticino nel Piano di Magadino

Una serie di campeggi sono situati all'inizio del Piano di Magadino, delta del Ticino. Sfocia il torrente Verzasca ed iniziano i canneti. Bel panorama verso il resto del lago, verso l'Italia, mentre a nord-est, sulle cime delle montagne c'e' uno svolazzare di alianti ed aerei da turismo che partono da un aereoporto situato appena all'interno del Piano. Dalle montagne appena dietro si sollevano invece i parapendii.

L'acqua e' molto bassa tanto da rasentare il fondo della canoa. I canneti, con boschi che giungono in alcune parti fino all'acqua, sono le Bolle di Magadino, zona di protezione integrale in cui e' vietato l'accesso.

A Magadino c'e' un canale a ridosso della strada che funge da porto e ricovero imbarcazioni. A Zenna si ripassa la frontiera per tornare in Italia.

Sotto al lago Delio c'e' lo scarico delle condotte per la produzione di energia elettrica, indicato con una serie di boe che tengono le imbarcazioni a distanza. La costa, seguita dalla strada, e' rocciosa e molto boscosa con gli alberi che giungono fino in riva.

Si giunge al delta del torrente Giona, che scende dalla Val Veddasca, non risalibile per i molti sbarramenti a cascata; curioso l'edificio a ponte sul torrente ben visibile dal lago.

Maccagno Inferiore si trova appena dopo il delta fluviale, costruito intorno al porticciolo, dominato dalla torre Imperiale medioevale in pietra grigia. In posizione dominante sul lago il santuario della Madonnina arroccato su arconi e realizzato nella stessa pietra grigia.

Sulla punta di Colmegna, da un ben tenuto giardino, spunta una bella serra in ferro e vetro. A Luino, paese molto costruito, sfocia il torrente Margorabbia, risalibile ma senza alcun interesse.

La casa ideale del canoista lacustre a Germignaga
La casa ideale del canoista lacustre a Germignaga

Appena passata la punta dopo Germignaga attira la vista l'imbarcadero di una bella villa, con volte a botte in mattoni e sovrastato da un appartamento con frontone neoclassico, proprio una bella soluzione abitativa per un canoista!

Porto Valtravaglia e' amticipato da una lunga spiaggia in ciottoli costellata di villette svetta il campanile della chiesa del paese in pietra grigia.

La Rocca di Calde', che prende il nome da una antica fortezza Viscontea smantellata dagli elvetici nel 1500, e' una impressionante parete di roccia ricoperta in parte dal verde con alcune fornaci abbandonate in prossimita' della riva. In questo punto la costa e' piu' tranquilla, la ferrovia corre in galleria e la strada all'interno.

Prima di giungere al paese di Calde', spunta su un cocuzzolo la chiesa di S.Veronica in posizione dominante. Si prosegue tra una serie di imbarcazioni ancorate nella baia con lo sfondo del lungolago digradante sull'acqua.

Uno sperone di pietra, il Sasso Galletto, introduce un tratto di costa molto rocciosa, a strapiombo sul lago, che continua fino a Laveno. La strada corre dentro e fuori le gallerie riportando alternativamente momenti di tranquillita' in cui osservare con calma le pareti rocciose stando proprio ai loro piedi.

Laveno, molto riparato nella sua baia e' importante porto turistico frequentato per il ferry con trasporto auto verso Intra sulla costa piemontese. Lasciando la baia si apre la vista sulla costa opposta con punta Castagnola, sotto Intra, le isole Borromee ed il Mottarone sullo sfondo.

All'altezza della punta a sud del paese, bella vista indietro su Laveno e l'alto Sasso del Ferro, di forma conica, con la funicolare che lo raggiunge.

Dopo Cerro si trova una piccola zona protetta del WWF per il reinsediamento del taxodium distichum, il cipresso di palude, albero con radici ramificate che rendono curiosamente il fusto a forma di cono.

Il santuario di S.Caterina
Il santuario di S.Caterina

Da Reno comincia il promontorio su cui si trova il santuario di S.Caterina del Sasso,complesso conventuale dominicano del 1300 composto da chiesa, dormitorio ed altro edificio costruiti proprio sulla roccia a picco sul lago. Fu fondato da un mercante come voto fatto dopo essere scampato ad un naufragio nel lago in tempesta.

Segue una bella costa alta e rocciosa, tappezzata di verde, fino ad Arolo sovrastato da una roccia a strapiombo. La costa torna bassa e nell'ansa seguente si nota la villa Madonnina dalle sembianze di chiesa con il tetto a guglie decorative sullo stile delle chiese gotiche.

Ritorna il canneto fra la verdeggiante costa con alberi fino in acqua. Dopo punta d'Ispra una serie di vecchie fornaci usate nell'800 per fornire di calce, per mezzo di barconi, il porto di Arona, Porto Valtravaglia e Milano. Di una di queste fornaci si e' recuperata la ciminiera trasformandola in torre.

Ispra e' un paese moderno sul lago con una bella chiesa all'interno, di cui si intravede la grande scalinata rettilinea. Piu' avanti emerge all'interno di un grosso giardino recintato una piccola cappella in bella posizione.

La rocca di Angera
La rocca di Angera

Girata la punta di Ranco, ed avvicinandosi ad Angera, il lago si fa piu' frequentato. Il paese si annuncia con la passeggiata lungolago sotto le mura merlate della rocca, costruzione voluta dai Borromeo in posizione dominante sul lago. La vista migliore della rocca si ha pero' di fronte al paese, da sud.

Nel piccolo golfo si trova l'isolino Partegora, all'interno di un'oasi di protezione costituita da canneti e boschi, che costituisce una zona umida importante per l'ecosistema lacustre, anche se affiancata verso Angera da una grossa rimessa per imbarcazioni.

Ricomincia la costa bassa di canneti con parecchi cantieri, rimesse di barche e campeggi. Lisanza presenta una bellissima ed isolata torre in pietra grigia su una collina alle spalle del paese.

L'ultimo tratto di costa rientra nel Parco Regionale del Ticino, caratterizzato da folti canneti sull'acqua e boschi appena dietro.

LAGHI
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